Il traguardo della copertura universale

Il Ministero per la Trasformazione Digitale e la Funzione Pubblica ha presentato i dati del Rapporto sulla copertura della banda larga 2025, che segnano una svolta nella connettività del Paese. Il 5G raggiunge ormai il 99,27% della popolazione spagnola, collocando la Spagna tra i Paesi europei all’avanguardia nella diffusione delle reti mobili di ultima generazione. Non si tratta solo di un risultato statistico: rappresenta la realizzazione degli obiettivi di Spagna Digitale 2026, che punta a colmare i divari territoriali attraverso investimenti pubblici e privati.

La riduzione del divario digitale è il dato più rilevante per le politiche pubbliche. Nel 2021 la differenza tra copertura urbana e rurale era dieci volte maggiore; oggi si è ridotta a un minimo storico di 3 punti percentuali. Il ministro Óscar López ha sottolineato che questo progresso è il risultato di un’efficace collaborazione pubblico-privato, grazie alla quale i programmi di sovvenzione hanno permesso agli operatori di raggiungere comuni in cui gli investimenti non sarebbero stati sostenibili senza il sostegno dello Stato.

Il salto di qualità nelle aree rurali

Le aree rurali sono state al centro degli investimenti del Piano di ripresa. La copertura 5G in questi territori è passata dall’80% nel 2024 al 96,13% nel 2025, con un aumento di 16 punti percentuali in un solo anno. Il risultato è dovuto in larga misura al Programma UNICO 5G Redes Activas, che ha destinato quasi 670 milioni di euro a migliorare la copertura nei comuni con meno di 10.000 abitanti, dando priorità alla banda dei 3,5 GHz per garantire velocità elevate.

Il cambiamento più significativo riguarda però la tecnologia 5G Stand Alone (SA). Nel 2024 solo il 12,3% della popolazione rurale aveva accesso al 5G SA; nel 2025 il dato è salito rapidamente al 91,2%. Questa tecnologia è fondamentale per servizi avanzati come l’Internet of Things (IoT) industriale, la telemedicina di precisione e la gestione intelligente delle risorse agricole, consentendo alle aree rurali di accedere alle stesse capacità digitali delle grandi città.

Strumenti di verifica e trasparenza

Per consentire a utenti e imprese di verificare la reale disponibilità della rete, il Segretariato di Stato per le Telecomunicazioni (SETELECO) aggiorna le mappe interattive dei servizi a banda larga. Le mappe offrono un livello di dettaglio senza precedenti: per le reti mobili la risoluzione minima è costituita da griglie di 50 metri per 50 metri, così da identificare con precisione se un determinato indirizzo è coperto in 4G o 5G da uno degli operatori.

La trasparenza dei dati sulla copertura è fondamentale per la concorrenza di mercato. I rapporti annuali indicano non soltanto la copertura aggregata, ma anche le velocità in condizioni di domanda massima, definite come prestazioni della rete quando il 20% degli utenti è connesso contemporaneamente. Questo metodo aiuta i consumatori a scegliere consapevolmente il proprio operatore ed evita sorprese sulla copertura quando si cambia fornitore senza consultare le fonti ufficiali.

La transizione al 6G e Open RAN

Mentre il 5G si consolida, il settore guarda già al 6G. Vodafone Spagna e l’Università di Malaga hanno completato la realizzazione di una rete sperimentale 6G-5G nell’ambito del progetto PANDORA, finanziato dall’Unione europea. L’infrastruttura si basa su architetture Open RAN, che consentono di integrare apparecchiature di diversi fornitori sotto un unico software, superando il tradizionale modello con un solo fornitore e promuovendo innovazione e cybersicurezza.

Il laboratorio di intelligenza di rete (RIC) collegato a questa installazione consente di sperimentare algoritmi di intelligenza artificiale per ottimizzare la mobilità, la qualità del servizio e l’efficienza energetica. Questi progressi sono essenziali per preparare la prossima generazione di reti, che dovrebbe offrire latenze ancora inferiori e un’integrazione completa con l’edge computing. La partecipazione delle università a questi progetti pilota assicura che la transizione tecnica sia accompagnata da uno sviluppo scientifico solido.

Sfide ancora aperte e prossimi passi

Nonostante il successo complessivo, esistono ancora zone senza segnale. Per affrontare il problema, il governo ha pubblicato l’Ordine TDF/812/2026, che stabilisce le condizioni per concedere aiuti destinati alla fornitura di apparecchiature attive nelle zone prive di segnale mobile 4G/5G di qualsiasi operatore. L’iniziativa, denominata “5G Redes muy rurales”, punta a garantire che nessun comune resti escluso dalla connettività di base, in linea con gli obiettivi di coesione territoriale dell’UE.

Anche la dismissione delle reti in rame procede rapidamente e la Spagna è all’avanguardia in Europa in questo processo. La migrazione verso reti più efficienti e veloci migliora l’esperienza degli utenti e riduce il consumo energetico delle infrastrutture di telecomunicazione. La conclusione del programma Spagna Digitale 2026 si prospetta come un successo sul piano della copertura, anche se la sfida futura sarà mantenere la qualità del servizio e gestire la complessità tecnica delle reti ibride 5G/6G.