La scadenza di Google Play non significa ciò che potrebbe sembrare
Il 31 agosto 2026 è passato: da quella data, le nuove app e gli aggiornamenti inviati a Google Play devono puntare ad Android 16, livello API 36, o successivo. La regola per le app esistenti è diversa: per continuare a essere disponibili ai nuovi utenti sui dispositivi con versioni recenti di Android, devono puntare almeno ad Android 15, API 35. Dire che tutte le app esistenti devono puntare all’API 36 è quindi una semplificazione inesatta della norma. Google afferma che per alcuni requisiti è possibile richiedere una proroga, fino al 1° novembre 2026. (support.google.com)
Puntare a un’API è una dichiarazione tecnica di compatibilità rivolta ad Android; non equivale a certificare che l’interfaccia sia stata progettata bene per ogni dimensione dello schermo. La norma di Play riguarda il livello API richiesto per pubblicare o distribuire un’app. L’adattamento visivo dipende da altri aspetti: da come l’app risponde allo spazio disponibile, ai cambiamenti di orientamento e alla configurazione delle finestre. È utile distinguere i due argomenti prima di concludere che il requisito di Play garantisca un’esperienza migliore su un pieghevole. (support.google.com)
Cosa cambia con Android 16 su uno schermo grande
In Android 16, per le app che puntano all’API 36, il sistema può smettere di rispettare alcune richieste di orientamento fisso, proporzioni massime o minime e restrizioni di ridimensionamento quando una finestra ha una larghezza minima di almeno 600 dp. In quel contesto è consentita anche la modalità multi-finestra. La documentazione include tablet, grandi schermi interni dei pieghevoli e modalità a finestre desktop; non descrive un cambiamento che abbia lo stesso effetto su qualsiasi schermo o in qualsiasi posizione del telefono. (developer.android.com)
In termini pratici, un’app che prima era confinata in un rettangolo verticale o circondata da bande potrebbe occupare più spazio ed essere disponibile in altri orientamenti o dimensioni di finestra. Non significa necessariamente che l’interfaccia sia stata riprogettata: il sistema può concedere più spazio, ma spetta all’app organizzare bene i propri elementi al suo interno. Il cambiamento può quindi rendere più evidente un’interfaccia che non si adatta, invece di correggerla automaticamente. Google segnala possibili problemi, come componenti deformati o sovrapposti, se il design non è stato preparato per le nuove dimensioni. (developer.android.com)
La soglia di 600 dp e le eccezioni
Il limite è particolarmente importante sui pieghevoli. La regola di Android 16 dipende dalla larghezza minima dello schermo o della finestra, non semplicemente dalla presenza di una cerniera nel dispositivo. Google indica come eccezione gli schermi inferiori a 600 dp; questa categoria comprende la maggior parte dei telefoni e anche gli schermi esterni dei pieghevoli più grandi. La stessa app potrebbe quindi comportarsi in modo diverso sullo schermo esterno e su quello interno, a seconda delle dimensioni e delle condizioni d’uso. (developer.android.com)
La documentazione esclude anche i giochi contrassegnati con la categoria pertinente e prevede che l’utente possa attivare il comportamento predefinito dell’app nelle impostazioni delle proporzioni. Inoltre, con API 36 gli sviluppatori possono dichiarare una proprietà di compatibilità per escludere da questo comportamento una specifica attività o l’intera app. Non è un modo per mantenere inalterate tutte le restrizioni: Google chiarisce che, per le app destinate all’API 36 o successive, questa proprietà non blocca l’orientamento né impedisce la rotazione sugli schermi grandi. La documentazione afferma che la possibilità di escludersi verrà rimossa con API 37. (developer.android.com)
Cosa può notare chi usa un pieghevole
Quando apre il telefono, l’utente potrebbe trovare un’app a schermo intero invece che confinata in una colonna stretta, oppure vederla adattarsi quando cambia l’orientamento o la dimensione della finestra. Potrebbe anche usarla in modalità multi-finestra, se il sistema e l’app lo consentono in quel contesto. Sono possibilità derivanti dal comportamento descritto da Android, non la promessa che ogni app mostri più contenuti o offra nuovi comandi. La documentazione non consente di prevedere il risultato per una determinata app senza conoscerne l’implementazione e provarla sul dispositivo. (developer.android.com)
Se una schermata sembra allungata, un comando diventa irraggiungibile o l’anteprima della fotocamera appare ruotata in modo errato, può essere un segnale che l’interfaccia non risponde bene a quella configurazione. Android consiglia di verificare che le schermate possano scorrere, limitare la larghezza dei componenti che si deformerebbero espandendosi e controllare le viste della fotocamera sia in orientamento verticale sia orizzontale. Sono raccomandazioni per lo sviluppo, non impostazioni che l’utente può applicare per correggere da sé il codice di un’app. (developer.android.com)
Cosa dovrebbero verificare gli sviluppatori
Adattarsi significa rispondere allo spazio effettivamente disponibile, non limitarsi a ruotare una composizione progettata per un telefono in verticale. Android consiglia di usare le classi di dimensione delle finestre e layout responsivi per scegliere una disposizione adatta alle dimensioni. In un’app di lettura, per esempio, il team può decidere di mostrare più contenuti o diversi pannelli; per altre interfacce può essere preferibile mantenere una colonna leggibile con una larghezza massima. L’obiettivo è evitare che una finestra più ampia si traduca semplicemente in comandi enormi o in una disposizione difficile da usare. (developer.android.com)
È inoltre necessario conservare lo stato quando cambia la configurazione. Ruotare, piegare o aprire il dispositivo, oppure modificare le dimensioni di una finestra, può portare Android a ricreare un’attività. La guida consiglia di conservare dati come il testo inserito in un modulo, così che la persona non perda il lavoro svolto o il contesto di navigazione. Per questo, esaminare soltanto uno screenshot statico dello schermo interno non basta: è utile provare azioni reali e passaggi tra diverse dimensioni, posizioni e finestre. (developer.android.com)
Per verificare un’app specifica, chi la sviluppa può provarla con emulatori per schermi grandi e pieghevoli e usare gli strumenti di compatibilità documentati da Android. Chi la usa può aggiornare Android e l’app, provare gli schermi esterno e interno e segnalare problemi specifici allo sviluppatore, ma dalla sola scheda di Play non può capire se il design si è adattato correttamente. La conclusione pratica è più circoscritta di quanto suggerisca il titolo di una norma: API 36 consente ad Android di applicare meno restrizioni ereditate in determinati contesti con schermi grandi; la qualità dell’esperienza dipende ancora dall’implementazione, dalle dimensioni effettive della finestra e dalle eccezioni attive. (developer.android.com)